Vedere dall’alto

Mar 3, 2016 | Business Trail | 0 commenti

[vc_row][vc_column][vc_column_text]WP_20150706_003

Osservate questa foto. Quando l’ho scattata tiravo accidenti. Salire sulle pietre è arduo, si scivola all’indietro e ogni passo è impegnativo, di scarsa soddisfazione. I quadricipiti sforzano, i polpacci si fanno di pietra anche loro. Viene spontaneo piegarsi in due, abbassarsi verso il sentiero che viene incontro ripido, così anche gli addominali danno una spinta, illusoriamente ch’è più dispendioso. Un passo, un altro, viene spontaneo guardare dove si mettono i piedi, scivolare non è rassicurante, viene di curvare il collo tirato dallo zaino. Quando vado così per, non so, mezzora o più, tiro accidenti. Anche quando la fine è in vista (e chissà cosa c’è dietro la selletta che tiri a raggiungere) non arriva mai.

E quando sei su, mo’ mama, dico io. Lo sguardo si apre. Un po’ è che la fatica, no, non è finita, ma è sospesa. E un po’ è che da là le cose son diverse. È il momento di godersi quello che si è compiuto, c’è un arrivo per quanto intermedio. Il sentiero visto da su fa impressione, ma di più quello che si vede alzando la testa. Che meraviglia. Fine degli accidenti, iniziano le esclamazioni interiori. È il momento esatto della gioia, il salto del cuore, è il luogo dell’oltre, del bello.

 

Un periodo di lavoro proficuo è lo stesso. Un bravo capo produce questo per il suo team, un bravo professionista sa produrlo per se stesso e lo trasmette ai colleghi, ai clienti. La capacità di creare e godere traguardi intermedi è basilare per portare se stessi e gli altri a impegnarsi e dare il massimo volentieri, anche tirando qualche accidenti.[/vc_column_text][vc_single_image image=”15779″ img_size=”full” alignment=”center” onclick=”zoom” item_animation=”transition.expandIn”][vc_column_text]Sopra il Rifugio Passo Selle (Moena TN)[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Archivi