Un capo accogliente

Nov 13, 2016 | Business Trail | 0 commenti

[vc_row][vc_column][vc_column_text]Pochi giorni fa, tenevo un corso a un gruppo di tecnici commerciali, si discuteva di come gestire il cliente che ci tratta in modo aggressivo. Parlavamo di diverse tipologie di aggressività, delle diverse intensità con cui si manifestano e di come riconoscerle, utilizzando i segnali presenti nel comportamento. Le persone seguivano e partecipavano alla lezione, contemporaneamente si davano di gomito e ammiccavano, una seconda discussione si svolgeva nel non detto. Dopo un po’, a un mio sguardo interrogativo, mi dicono che stiamo descrivendo punto per punto il loro capo. In altri quattro corsi in queste settimane è successa la stessa cosa, parliamo dei clienti e arriviamo ai capi.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column width=”2/3″][vc_column_text]Sembra che i comportamenti aggressivi siano particolarmente diffusi tra chi governa team, reparti e uffici. Il capo sega, anche e soprattutto col sarcasmo, sminuisce e svilisce, insulta, anche senza parolacce. Il capo ha sempre ragione, non ammette di aver torto, non vuole sentire ragioni. Non spiega il perché, non permette di capire né di crescere. È sbrigativo. Non ascolta veramente. Parla solo lui (o lei). È quasi sempre +- (per chi comprende questo linguaggio, se no … saltate che non importa).

Sembra che abbiamo intere generazioni di capi così, in azienda. Tracciamo un identikit alla buona: questo tipo di capo è in genere un uomo, dai 30 ai …70 (!!), esperto, intelligente, poco sensibile, stressato. In genere è irritato. È spesso isolato. Intorno diffonde demotivazione, frustrazione, e si arrabbia ancora di più. Tanto che i dipendenti sviluppano una specie di allergia per la parola stessa, odiano o non amano la parola capo.[/vc_column_text][/vc_column][vc_column width=”1/3″][ultimate_spacer height=”100″ height_on_tabs=”50″ height_on_mob=”20″][bsf-info-box icon=”dfd-icon-pencil_1″ icon_size=”32″ title=”Intere generazioni di capi aggressivi” subtitle=”Spesso intelligenti, esperti, poco sensibili, stressati” desc_text_typography=””][/bsf-info-box][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Io (e non solo io) propongo un tipo di capo accogliente, che non c’entra niente col capo amicone. La persona a cui puoi andare a parlare di un problema di lavoro, o personale che ha effetto sul lavoro. La persona a cui puoi manifestare un dubbio, una incertezza, a cui puoi rivolgerti se sei amareggiato, o arrabbiato. Un capo che ti accoglie quando sbagli e ti stai dando dell’asino, e che non ti dice va bene lo stesso, no, ti dice hai sbagliato, impara da quell’errore. La persona a cui ti rivolgi quando hai una idea, un desiderio. Quando vorresti fare qualcosa, cambiare qualcosa. La persona che ti parla chiaro quando ce n’è bisogno, ma che ti sostiene davanti al resto del mondo. Un porto sicuro, dove puoi ormeggiare dopo una settimana di tempesta. Dove puoi fermarti un attimo, ricaricare, ripensare per poi ripartire. Tutti noi vorremmo un capo così, tutti noi sappiamo che ci servirebbe avere un interlocutore accogliente, e che ne beneficerebbero l’azienda e i risultati. Tutti noi sappiamo che saremmo più produttivi ed incisivi se potessimo ogni tanto essere accolti. E purtroppo, molti di noi sanno che è utopia.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column width=”1/4″][ultimate_spacer height=”10″ height_on_tabs=”10″ height_on_mob=”10″][bsf-info-box icon=”dfd-icon-pencil_1″ icon_size=”32″ title=”Un capo accogliente” subtitle=”un porto sicuro a cui puoi rivolgerti” pos=”heading-right”][/bsf-info-box][ultimate_spacer height=”30″ height_on_tabs=”30″ height_on_mob=”20″][/vc_column][vc_column width=”3/4″][vc_column_text]Però, questa settimana ho tenuto anche un corso a un gruppo di capi. Mi hanno detto, non siamo abituati, veniamo da vent’anni di regime mussoliniano, lavora e non pensare, i capi dovevano essere duri, inaccessibili, dare ordini e non comunicare. Adesso, tu ci proponi di dialogare con le persone, di coinvolgerle. Non è facile, ma ci piace di più. Ci stiamo provando seriamente. Halleluja (rip Leonard). Non è ancor detta l’ultima parola.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]PS E noi che lavoriamo da soli? O chi fa il capo, a chi si può rivolgere? Negli anni, ho imparato a essere il capo di me stessa, a essere per me stessa la persona accogliente, il porto a cui ritorno. E se lo facciamo profondamente, non in maniera stupida o superficiale, funziona anche questo.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_single_image image=”16219″ img_size=”full” onclick=”zoom”][vc_column_text]

Questa foto l’ho scattata a Napoli, la scorsa settimana. Una città contraddittoria e bellissima, da vedere e godere. 

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