Omicida per un cappero (quasi)

Feb 10, 2019 | Investire su se stessi | 0 commenti

[vc_row][vc_column][vc_column_text]Qualche tempo fa scrivevo della perfezione inutile. Stamattina dovevo cucinare, tiro fuori il vasetto dei capperi e immancabilmente mi viene in mente.

Avevamo camminato tutta la giornata, io e Ila. Una tappa della Via degli Dei, che è un tragitto stupendo, ma tosto. Arriviamo al B&B e la signora ci propone di cenare lì, tanto non avete la macchina e qui intorno non c’è niente. Va bene, ma vorremmo cenare presto, verso le sette? In cammino non si mangia granché, la mattina dopo volevamo partire di buonora, solite cose. Va bene, fa la signora, ma non sembra molto convinta.

Alle otto di sera, una fame boiona, decidiamo di scendere e di fare gentilmente pressione. La signora è in cucina, la cena è più o meno avviata, un turbine di pentole e verdure e fumi. Ma siamo lontani dal metterci a tavola. Ci offriamo di apparecchiare, tagliare, grattugiare, la signora no, no, non c’è bisogno, e intanto prepara bruschette. Carine, semplici, pane toscano, pomodoro e olio. E due capperi su ogni crostino. Due. Posizionati con cura. Al centro, ma simmetrici.  Dritti. Ogni cappero col piccioletto in su. Se un cappero cade un po’ di lato lo rimette in mezzo. Se si ribalta lo raddrizza. A quel punto, seduta in quella cucina di campagna, la notte che entrava dalle finestre insieme all’odore del fieno e la passata che sobbolliva sul fuoco, ho visto rosso. Ho avuto appena il tempo di pensare se riposiziona il prossimo cappero l’ammazzo. Poi la signora ha incrociato il mio sguardo. Non so se ha capito, fatto sta che con lentezza sì è alzata e ha infornato. Saran state le nove e tre quarti che li abbiamo assaggiati quei crostini, buoni.

Buona cucina, mi ha scritto Ila stamattina. Un ossimoro, per quanto mi riguarda. Certe cose si incrostano nel cervello, tutte le volte che metto capperi mi viene in mente (io li metto qua e là, come da foto, e son buoni uguale, davvero). Se commettevo l’omicidio, ciao, non ero qui a scrivere post. Certo, scherzo. Ma l’inutile perfezionismo è stressante, per chi se lo pone come standard e anche per tutti gli altri, che con quella persona hanno a che fare. Statemi bene!

 

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