Eh no, non prende a calci un pallone… e basta

Lug 12, 2018 | Investire su se stessi | 0 commenti

[vc_row][vc_column width=”1/2″][vc_column_text]Su media e social il tema caldo imperversa e tiene banco. Tra qualche giorno lascerà posto ad altro, ma ora è il momento di Cristiano Ronaldo. O di CR7, il campione fatto cifra, logo. Chi esulta, chi si scandalizza, chi come me ci pensa su un attimo, visto che, a quanto pare, d’altro proprio non si può parlare.

Il mercato ha le sue logiche, persino il calcio mercato. E sì, è vero che non sono le più coerenti, ma non sono nemmeno del tutto assurde, se qualcosa viene pagato così tanto non è perché qualcuno è pazzo, o almeno, non del tutto. Quanto vale una poesia? Non il foglio su cui è scritta, un dipinto non è la tela e il colore, e CR è un artista, nel suo campo. Non prende a calci un pallone… e basta, incarna desideri e miti. Che non è mica facile, o semmai provateci e poi mi sapete dire.[/vc_column_text][/vc_column][vc_column width=”1/2″][vc_single_image image=”17490″ img_size=”full”][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Non salva vite umane, il suo non è un mestiere determinante per l’umanità? Beh, è vero solo in parte. La sopravvivenza di una persona dipende da aria, acqua, pane, medicine, istruzione… ok, ma anche dalla possibilità di immaginare altro, meglio, oltre. E identificarsi un po’ in un campione è un modo di immaginare, per tanti ragazzini e adulti, di ambire e sognare. Non è l’unico, certo, ma è un modo molto potente. Voglio dire che se non si immagina, se non si desidera, in un certo senso si muore. In una vita e anche nella vita di lavoro. Se in una azienda si perde il desiderio, non si crede alla possibilità, le persone si spengono, o si allontanano. È lo stesso in qualunque relazione, amicizia, progetto eccetera.

Molta parte della leadership consiste in questo, coagulare, aggregare sogni e slanci, saremo campioni, vinceremo qualcosa, arriveremo da qualche parte. E quando ci succede, di crederci, è bello. Le fatiche diventano diverse, i sacrifici accettabili, entusiasmanti persino. È per questo che, secondo me, chi fa sport a certi livelli ha un potere ed una corrispondente responsabilità sociale, come ogni personaggio pubblico. Ed è per questo che ciascuno di noi, al proprio livello, può chiedersi come sta spendendo il proprio pezzetto di leadership. Cosa stiamo esprimendo, stiamo incarnando un bel sogno o siamo spenti?

Se no può darsi che anche da noi il mercato, con le sue logiche non sempre giuste, ma logiche, si faccia sentire.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]PS Se invece del calcio preferite il cinema, il concetto di fondo di cui parlo in questo post è, ad esempio, in un film di Ken Loach di tanti anni fa “Il pane e le rose”, e nella canzone da cui prende il titolo:

Hearts starve as well as bodies          I cuori muoiono di fame come i corpi
Give us bread, but give us roses        Dateci il pane, ma dateci anche le rose

Eccola qui, vi saluto![/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

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