L’autonomia e la gestione del rischio

Nov 8, 2017 | Investire su se stessi | 0 commenti

[vc_row][vc_column][vc_column_text]Alla riunione dei genitori di fine scuola materna (sì, me la ricordo ancora) dissi, così, incautamente, che volevo iscrivere mio figlio in un istituto vicino a casa perché potesse andare e tornare da solo, mi arrivarono occhiate e commenti che mi fecero sentire, per un momento, Erode o giù di lì.
Sono trascorsi vent’anni e le possibilità di autonomia guidata che diamo ai nostri bambini e ragazzi sono, se possibile, in calo, è di questi giorni la discussione sull’obbligo di ritirare i figli da scuola fino a 14 anni. Per legge. Contemporaneamente, leggo una intervista al prof. Francesco Tonucci*, e riporto:

“Solo affrontando gli ostacoli e mettendosi alla prova il bambino […] può provare la soddisfazione del superamento delle varie prove. Non potendo mai correre rischi per la presenza vigile degli adulti, il bambino non può verificare e consolidare le sue competenze e accumula un grande desiderio di rischio inespresso che rischia di esplodere anche in forme pericolose quando il controllo dell’adulto non sarà più possibile.”

[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Nelle nostre organizzazioni oggi cominciano progressivamente ad entrare quei bambini, quelli che non hanno cominciato a costruirsi la propria autonomia dall’infanzia e che non hanno consolidate competenze di gestione del rischio. Poiché sono pochi gli spazi per loro in ambito lavorativo, molti posti sono ancora occupati da noi che non andiamo più in pensione, anche in azienda si possono ritrovare “coperti” quasi costantemente da chi ha età ed esperienza, ed il percorso verso l’autonomia ritarda ancora.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Adesso che ne ho discusso con te, ho capito che devo farmi un po’ da parte, mi ha detto il responsabile di un team l’altro giorno, altrimenti i miei collaboratori non potranno crescere oltre. Infatti, e da lì siamo partiti, una volta compreso bisogna poi sapere come farlo, evitando errori e delusioni. Con una metafora, come fornire moschettoni e corde, far sicura, ma senza impedire la scalata.

Una nuova epoca si prepara per noi formatori, capi e responsabili delle risorse umane? Una in cui gli strumenti ed i percorsi che proponiamo non serviranno più ad affrontare il gap digitale, ad esempio, ma il gap nell’arrangiarsi, nell’impiegare buon senso e nel saper affrontare positivamente i problemi ed il rischio. Una bella sfida, anche per i genitori.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_single_image image=”17006″ img_size=”large”][vc_column_text]Nella foto una via sulla Falesia di Landro, Alta Pusteria, con un delizioso raponzolo di roccia[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

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