Il regalo

Mag 8, 2018 | Narrazione d'impresa | 0 commenti

[vc_row][vc_column][vc_column_text]Basta star lì attaccata a quel rancore d’infanzia. È ora che tu faccia la pace, che i tuoi genitori li perdoni. Cosa credi, di essere l’unica? È successo a tutti. Lascia andare, diventa grande.

Avevo 33 anni, ricoprivo da poco un ruolo abbastanza importante, frequentavo il mio primo corso di formazione manageriale. Mi sentivo molto grande. Figurati, cazzo credi di sapere tu, di me. La mia faccia deve aver detto questo e altro.

La docente aveva usato un tono di voce secco, quasi impaziente. Io avevo concluso il pomeriggio calma di fuori e incazzata dentro. Le sue parole e i suoi modi mi avevano fatto arrabbiare, più di quanto non mi rendessi neanche conto.

Dopo sono andata a fare un giro, pestavo i lastroni sotto al portico per far uscire la ferita dai piedi. E sono entrata d’impulso in un negozio, una firma importante che non potevo permettermi. Ho comprato una piccola spilla, per regalarla alla donna sconosciuta che mi aveva aggredito con parole vere.

Ho continuato a girare per il centro meravigliandomi, non mi capivo. Come mai, se ero incazzata volevo farle un regalo. Come mai, se si sbagliava così di grosso, quelle frasi mi si erano stampate nelle volute del cervello.

***

Il giorno dopo il corso andò avanti bene, interessante e senza scontri. Tante cose le ricordo ancora, le ho studiate e approfondite molte altre volte. Ho imparato, in particolare su me stessa, ma c’è voluto del tempo per metabolizzarlo.

L’ho rivista, la docente, ma non le ho mai detto che le sue parole liberanti erano state un passaggio fondamentale. Credo che lo sapesse. Ho deciso di assomigliarle, in parte, di diventare un po’ come lei.

La spilla è ancora nel mio armadio.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

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