Henry Bucher

Set 29, 2016 | Individual Trail, Investire su se stessi | 0 commenti

[vc_row][vc_column width=”1/4″][vc_single_image image=”16177″ img_size=”large” alignment=”center”][/vc_column][vc_column width=”3/4″][ultimate_spacer height=”50″ height_on_tabs=”30″ height_on_mob=”20″][ultimate_heading main_heading=”un brano sul tempo “][/ultimate_heading][vc_column_text]

Ironico e divertente, da gustare con tutta calma.

La sinagoga degli iconoclasti è uno dei migliori libri di questo secolo. Roberto Bolaño

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   All’età di 59 anni, il belga Henry Bucher ne aveva soltanto 42. I motivi di questa sua contrazione temporale si leggono nella prefazione alle sue memorie, Souvenirs d’un chroniquer de croniques (Liegi, 1932):  «Conseguita la laurea e avviatomi con tutto l’impeto dei miei verdi anni al dilettoso studio della storia, presto mi accorsi che il compito di reperire, tradurre e commentare l’intero corpus dei cronisti medievali – gli oscuri precursori di Froissart e Joinville, del grande Villehardouin e di Commines – che mi ero prefissato come impegno assoluto e preminente, esorbitava dalle misure previste: non mi sarebbe bastata una vita, forse, per portarlo a termine. Tralasciando il lavoro di ricerca dei testi smarriti, in gran parte già compiuto – e mirabilmente compiuto – dal mio riverito maestro Hébérard De la Boulerie, la sola traduzione dal latino al francese (da un latino non di rado bastardo all’elegante francese dei nostri giorni) mi avrebbe richiesto l’arco intero degli anni che presumibilmente mi riservavano ancora le Parche; a ciò si aggiungano le note, le concordanze – ma nel caso specifico assai più giusto sarebbe chiamarle discordanze – il lavoro dattiloscrittico nonché i vari compiti attinenti alla stampa, correzione di bozze, saggi introduttori, sviluppi polemici, corrispondenza con le varie Accademie, eccetera e imprevisti, e capirà il lettore con quale imbarazzo e perplessità il giovane che ero allora, sulla soglia dei venticinque anni, dovette considerare l’immane fatica che gli si presentava davanti, e l’urgente bisogno di un piano ragionato di lavoro.

   […] escogitai pertanto un modo, se non di vincere il tempo, di trattenerlo almeno.

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   «Acutamente avevo già osservato che a una persona particolarmente attiva non basta una settimana per adempiere gli obblighi di una settimana; i compiti rimandati si accumulano (rispondere alle lettere, mettere ordine tra carte e calzini, rivedere gli scritti per la vorace stampa, senza dimenticare viaggi, matrimoni, decessi, rivoluzioni, guerre e perditempo simili) così che a un certo punto bisognerebbe poter fermare la cateratta dei giorni, in modo da badare compiutamente agli obblighi trascurati. Dopo di che sarebbe agevole rimettere in moto il tempo, liberi da arretrati: sciolti, rinati, agili, senza strascichi.

   «Così feci, con l’aiuto di un mio calendario personale: un giorno qualsiasi, diciamo un 17 luglio, finivo per esempio di tradurre il Terzo Libro di Ottone da Treviri. Fermavo la data: ipso facto ero libero di battere a macchina il manoscritto, di correggere le bozze del Primo Libro, di partecipare di persona al Convegno di Storia di Trieste, di stilare le Note del Secondo Libro, di fare un salto in Sorbona per sventare un Apocrifo, di aggiornare la mia corrispondenza, di spingermi fino a Ostenda in bicicletta; e tutto ciò conservando sempre fissa la data del 17 luglio. A un certo punto, non più soggetto a impegni o costrizioni, prendevo in mano il Quinto Libro e mi rimettevo al lavoro. Per gli altri erano passati quasi due mesi, cominciava l’autunno, per me invece era ancora luglio, precisamente il 18 luglio. […]

[/vc_column_text][vc_row_inner][vc_column_inner][ultimate_spacer height=”20″ height_on_tabs=”10″ height_on_mob=”10″][vc_column_text]Il testo completo di “Henry Bucher” ne La sinagoga degli iconoclasti è pubblicato da Adelphi.[/vc_column_text][ultimate_spacer height=”20″ height_on_tabs=”10″ height_on_mob=”10″][ultimate_info_banner icon_size=”32″ banner_title=”Il tempo non ti basta per fare tutto?” info_effect=”zoomIn” banner_image=”16174″ ib3_alignment=”ultb3-img-center” title_color=”#ffffff” desc_color=”#ffffff”]Abbiamo in diversi lo stesso problema di Henry Bucher

peccato che il suo sistema sia poco applicabile. . .

Esistono buoni strumenti per gestire meglio il tempo e lo stress, uno lo trovi qui.

Senza impegno ne parliamo.

 

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