Grazie ragazzi

Apr 2, 2018 | Narrazione d'impresa | 0 commenti

[vc_row][vc_column][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Il supermercato vicino a casa mia ha chiuso, del tutto. E io voglio scrivere un grazie ai ragazzi che lo facevano funzionare, super bene a mio parere, nonostante evidenti svantaggi.

La biondina coi capelli dritti in testa e la sciarpa, che era un po’ il boss. Gli altri commessi si rivolgevano a lei, coordinava, decideva e lavorava quanto o più degli altri.

Io questo supermercato l’ho ignorato per anni, perché mi dava l’idea di un posto non tanto pulito pieno di roba ammassata. Poi una volta ci sono entrata per caso e ho trovato un paio di cose difficili da trovare altrove. E non ho più smesso di andarci.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column width=”1/2″][vc_single_image image=”17419″ img_size=”large”][/vc_column][vc_column width=”1/2″][vc_column_text]Il ragazzo castano, occhi azzurri e una passione per i tatuaggi, che era un fulmine in cassa, la battuta sempre pronta. Uno di quelli che smaltisce le file e diffonde buon umore.

Ho trovato innanzitutto una buona varietà di prodotti senza lattosio e senza glutine, han dato un po’ di sollievo agli intolleranti di casa. Non sono facili da trovare a prezzi accessibili. All’inizio ci sono tornata per questo.[/vc_column_text][vc_column_text]La ragazza color cioccolato dalla chioma stupenda, una massa di treccioline perfette acconciate a coda di cavallo, e il sorriso dolce. Anche lei era quasi sempre in cassa. Accogliente, dava una mano a clienti e colleghi con gentilezza spontanea.

Ho trovato, a parte i prodotti, allegria ed efficienza. Un team compatto, che faceva degli svantaggi un dato di fatto e della tensione positiva uno stile.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][vc_column_text]Era un piacere vederli lavorare, affiatati tra loro e disponibili verso i clienti, non la cordialità distratta imparata a memoria. Davano a quel posto triste una bella atmosfera, anche questo non è facile da trovare,

Il ragazzo con gli occhiali, ecco lui aveva poca voglia, il buonumore e la voglia di fare degli altri non lo contagiavano. Rispondeva distratto, se ne fregava abbastanza, a me non piaceva. Ma i colleghi lo trattavano alla pari, si vede che l’avevano accettato.

Non era mica gente colta, non sembravano dei geni. Ma avevano il passo rapido e la voglia di fare un buon lavoro, nonostante tutto. Il posto era difficile da rifornire, i pallet all’interno ci passavano per un pelo, e ce n’erano di continuo, ti toccava appiattirti e girarci intorno. E loro, i ragazzi, a sfacchinare per riempire gli scaffali. La clientela era per lo più scalcagnata e malvestita, gente che può spendere poco, camminare poco, darsi poche arie. Molte facce le rivedevo tutte le volte, erano clienti fidelizzati, non c’è che dire. E loro, i ragazzi, erano cordiali con i clienti di tutti i colori e anche con gli scoloriti.

Hanno chiuso, sabato scorso. Sapevo che sarebbe successo ma non avevo fatto caso alla data, anche l’ultima volta ci sono capitata per caso, ormai mancavano due ore ed era praticamente tutto vuoto. Alla cassa, il tipo con gli occhiali mi ha fatto l’ultimo scontrino, se ne fregava come al solito. Ma forse ormai aveva ragione lui.

Grazie ragazzi, sentito.[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]

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