Cammino CREATIVO

Ago 30, 2016 | Business Trail, Investire su se stessi | 0 commenti

[vc_row][vc_column width=”1/2″][vc_column_text]La creatività, lo sapete, è uno dei miei pallini. È l’antidoto alla routine, alla noia, la contromossa alla passività e all’invecchiamento, all’obsolescenza mentale e pratica. Ogni tanto, bisogna inventarsi qualcosa, cambiare o migliorare qualcosa. Innovare. O risolvere un problema per cui occorre una idea.
La creatività è importante, e divertente. E come si può ottenerla? Nella mia esperienza, un buon modo è camminando. Ce ne sono molti altri, certo, oggi voglio scrivere due appunti su questo. Del resto, lo sapete, anche camminare è uno dei miei pallini.
Dunque, descrivo quello che capita a me, senza pretese di tracciare coordinate generali. Mi capita di incastrarmi. Non vengo a capo di qualcosa, mi areno. Ci penso e ci ripenso e non ne vengo fuori. A quel punto, parto per una camminata, che, nove volte su dieci, mi aiuta a produrre idee e sbloccarmi.

Ci sono alcuni punti fermi.[/vc_column_text][/vc_column][vc_column width=”1/2″][vc_single_image image=”16044″ img_size=”full” alignment=”center” onclick=”zoom”][/vc_column][/vc_row][vc_row][vc_column][ultimate_spacer height=”10″ height_on_tabs=”5″ height_on_mob=”5″][vc_column_text]La camminata deve essere abbastanza lunga (un paio d’ore, una decina di chilometri almeno).
Non deve essere difficile (non un sentiero di montagna ripido o stretto, ad esempio), né distraente (non vetrine da guardare, ad esempio).
Devo essere da sola (altrimenti mi metto a conversare, è piacevole ma è un’altra cosa).
All’inizio non succede niente, i miei pensieri vanno sulle solite piste, è come un chiacchierare del più e del meno tra me e me.
Dopo un bel po’, i pensieri vanno sul problema, sulla questione aperta, senza che io ce li porti. La questione affiora, diventa il centro della conversazione con me stessa. E dopo un po’, esce un diverso punto di vista, una chiave di lettura e una idea. O più di una.
A volte mi segno qualcosa, più spesso semplicemente torno a casa e mi metto al lavoro.
Tutto qui.
Semmai, provate. Buon cammino!
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PS. Aggiungo un riferimento un po’ più fondato: una ricerca di Stanford sul tema, la trovate a questo link.

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E un paio di giorni dopo, mi imbatto in questo articolo. Anche l’ANSA è d’accordo con me (o viceversa? scherzo).

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Infine, per approfondire un po’ il tema del problem solving in azienda potete dare una occhiata qui.

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