La luce è più vivida, forse perché manca ossigeno. L’aria è più fredda, anche col sole. Respirare oltre i 4 mila è arduo e dopo poche ore che eravamo là l’interno delle narici ci si è riempito di croste. Ma i colori, i colori non sono come nel resto del mondo.

Gli spazi sono grandissimi e deserti. Il solo Salar de Uyuni è grande quanto l’Abruzzo. La Bolivia conta  11 milioni di abitanti in tutto, sull’Altipiano vivono poche migliaia di persone, c’è spazio.

In queste condizioni, non è difficile che l’occhio anche distratto sia colpito, e l’emozione si accenda. Di fronte a certi spettacoli mi è venuto da commuovermi, o mi girava la testa (va beh, c’è sempre l’altitudine da considerare…). Se cercate ispirazione, questo è di certo il posto giusto.

E quando hanno cominciato a filtrare le notizie sull’Amazzonia che brucia (quasi 12 mila incendi in agosto, secondo il quotidiano El Mundo, nella sola Bolivia), il dispiacere è stato ancora più grande.