Le mie foto, ancora mi stupisco di esserci riuscita, non sono d’impatto come quelle dei professionisti, però non sono taroccate, le aurore sono come le ho viste.

I bagliori verdi partivano labili, poi si ingrandivano, l’arco girava a volta, a spirale, si gonfiava e si chiudeva, ne partiva un’altra, e ancora una, e noi lì sotto, ammutoliti. L’aurora boreale si muove, ma ha un ritmo tutto suo, una danza lenta.

Abbiamo avuto una grande fortuna, e ci abbiamo messo anche un pizzico di intraprendente tenacia, per riuscire a vederle.

L’ultima notte del 2017 a Karasjok, in Norvegia, me la ricorderò per un bel pezzo.