La vita quotidiana dei paesi lontani mi incuriosisce, spesso più dei monumenti. In Lapponia due o tre cosine colpiscono, tipo che l’aereo atterra sulla neve (questo non mi era ancora capitato), le strade sono sempre innevate, il traffico è scarso ma devi frenare perché attraversano le renne (tante!!) o per vedere un paio di alci lì che brucano (cosa? forse passeggiavano). Tutto è sotto alla neve, anche i cartelli, se non sai dove andare sbagli l’incrocio. I raschietti per il parabrezza sono lunghi quasi quanto le pale,  l’antigelo è in taniche da 10 litri.

Al supermercato vendono la slitta a monopattino, la puoi usare per trasportare il bambino o la borsa della spesa, non è difficile da guidare (sì, ho provato), una signora si faceva trainare dal cane, già che lo porti fuori, comodissimo. A proposito di bambini, quelli lapponi fanno i disegni di natale come i nostri, solo che qui li appendono al market di fiducia, si sa mai che il Babbo per antonomasia non porti un dono (sì a casa sua a Rovaniemi ci sono stata e boh, non mi è parso un granché).

Ah, le case. Sono basse, una qui, una là, con la cassetta della posta all’inizio del vialetto, sennò sai il povero postino. Alla sera, al pub con gli amici, si beve una birra e si guarda la partita… di hockey. La sera, alle tre del pomeriggio è buio pesto, le birre cominciano a girare prestino. Anche perché dopo le sei non c’è nessuno per la strada, nemmeno a Helsinki.

PS Guardate che succede a lasciare fuori gli stivali…